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Costruzione impianti di condizionamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 04 aprile 2006

Costruzione impianti di condizionamento

 

La AERTHECNO  srl  opera da più di 30 anni nella costruzione ed istallazione di impianti di condizionamento.

Condizionare l'aria interna ad un edificio significa adeguare la sua temperatura, umidità e composizione alle esigenze degli utenti o degli oggetti che vi si trovano.

 

AERTHECNO  srl  realizza impianti di condizionamento di tre tipologie a secondo degli ambienti:

·         Impianto di condizionamento centralizzato

·         Impianto di condizionamento localizzato

·         Impianto di condizionamento autonomo

 

Vedi anche:

        Costruzione impianti di condizionamento
Componente impianto ventilazione
Costruzione impianto ventilazione
Costruzione condotte impianti
Componenti aeraulici

 

Condizionamento centralizzato:

-Distribuzione orizzontale

 

Ciascun locale ricava il proprio condizionamento da una "scatola", nella quale giunge aria che ha prima subito dei trattamenti comuni preliminari e in seguito trattamenti particolari richiesti attraverso la scatola, alla quale arrivano due linee separate. Nella scatola, sistemata all'interno del locale, si trovano i sensori ambientali e gli strumenti di comando e controllo che consentono un condizionamento individualizzato. L'aria di rinnovo e l'aria espulsa passano attraverso un filtro a maglia piuttosto ampia che serve solo come protezione e successivamente in uno scambiatore rotante. L'aria di circolazione passa invece, dopo la serranda, attraverso un filtro a maglia fitta.
Tutte le apparecchiature necessarie per la preparazione dell'aria si possono trovare o in locale sotterraneo o sul tetto dell'edificio, in posizione centrale rispetto ai locali da servire.

 

-Distribuzione verticale

 

Tutto l'impianto, esclusa la caldaia, si trova sul tetto dell'edificio, in opportuni locali ispezionabili. I tubi di andata e di ritorno si trovano alloggiati all'interno di intercapedini nella tromba delle scale o nel pozzo dell'ascensore. Ad ogni piano si trovano i tubi orizzontali di distribuzione che terminano in una cassetta A che contiene i comandi e i controlli personalizzabili. Il tubo di ritorno (di colore marrone nel disegno) può essere adoperato per espellere i fumi di un eventuale piccolo incendio: per fare ciò basta chiudere la serranda di arrivo del ricircolo e aprire la serranda apposita. Un'apposita ventola funziona da aspiratore dei fumi. L'umidificatore ricava il vapore dalla caldaia.

 

 

Condizionamento localizzato

 

Il caldo, dalla caldaia, e il freddo, dal frigorifero, sono portati da tubi appositi percorsi da acqua calda oppure fredda. I tubi nei convettori formano dei banchi - scambiatori lambiti dal flusso dell'aria da condizionare spinta da un ventilatore.

 

Le combinazioni di condizionamento possibili sono molte,tramite un  termo-ventil-convettore, cioè un mobile che contiene: gli strumenti di controllo e misura; gli scambiatori di calore; il ventilatore; il filtro. Il rinnovo dell'aria avviene aprendo periodicamente le porte o le finestre mentre normalmente l'impianto effettua il ricircolo dell'aria ambiente. La caldaia e il frigorifero sono sempre centralizzati.

1)     semplice, cioè solo estivo o invernale: in questo caso il tubo porta o acqua calda in inverno o acqua fredda in estate. In pratica un solo tubo entra ed esce dai convettori.Il ritorno avviene in caldaia o nel frigorifero a seconda della stagione.

2) doppio, cioè troviamo in mandata un unico tubo, che porta ai convettori acqua calda o fredda. Il tubo di ritorno è unico ma poi l'acqua viene divisa in due parti: una parte ritorna in caldaia, l'altra ritorna nel frigorifero.

3) triplo, cioè il tubo caldo e il tubo freddo arrivano entrambi al convettore, dove si può comandare la situazione preferita, ma da esso esce un solo tubo che contiene la miscela che è stata adoperata; questa miscela viene suddivisa come nel caso precedente 

 

4) quadruplo, cioè nel convettore arrivano due tubi, uno caldo e l'altro freddo, ed escono due tubi che vanno rispettivamente in caldaia e nel frigorifero. In questo modo non si ha perdita di energia nella miscelazione.

 

Condizionamento autonomo

 

Il condizionamento autonomo si ottiene con apparecchi che contengono tutti gli elementi degli impianti grandi e centralizzati riuniti in una macchina di piccole dimensioni, che si sistema in posizione fissa (in una parete o in una finestra) con una apertura verso l'esterno del locale da condizionare, oppure anche mobile con un tubo che ha un'uscita verso l'esterno del locale.
La macchina è compatta e di facile gestione; ha però il difetto di richiedere una potenza elettrica relativamente non indifferente in quanto, in particolare per il riscaldamento invernale, adopera resistenze elettriche. Vediamone brevemente il funzionamento:


1) configurazione estiva: l'elemento principale è un impianto frigorifero di limitata potenza. L'aria esterna, prelevata attraverso una grata e un filtro, dalla camera di miscelazione, giunge al vaporizzatore percorso all'interno dal liquido frigorifero a bassa temperatura: l'aria diminuisce di temperatura cedendo il suo calore al liquido. L'aria, mossa da un ventilatore, esce nell'ambiente, trascinando anche una parte dell'aria del locale, realizzando un ricircolo; quindi attraverso la grata rivolta verso l'interno c'è un doppio passaggio: aria fredda che esce e aria di ricircolo che entra. L'aria proveniente dall'esterno si mescola con l'aria di ricircolo e in parte esce, spinta da una seconda palettatura mossa dallo stesso motore, attraversando il condensatore percorso dal fluido frigorifero messo in pressione dal compressore; quindi attraverso la grata rivolta verso l'esterno c'è un doppio passaggio: aria atmosferica "fresca" che entra e aria miscelata con quella di ricircolo che esce. Tra il condensatore e il vaporizzatore si trova la valvola di espansione che produce, attraverso l'espansione del fluido frigorifero, la sua trasformazione in liquido a bassa temperatura.

 

L'aria fredda ovviamente ha un contenuto percentuale di umidità in eccesso rispetto alla temperatura raggiunta per cui in parte condensa e l'acqua così prodotta viene raccolta in una vaschetta, oppure espulsa direttamente all'esterno (spesso i condizionatori semplicemente "piangono" fuori).

2) configurazione invernale: il frigorifero è spento e si accende una resistenza elettrica posta nelle vicinanze del vaporizzatore. Il ventilatore con doppia palettatura richiama aria dall'esterno e la spinge, con la prima palettatura, verso l'interno attraverso la resistenza elettrica. Nello stesso tempo richiama aria dall'interno per effettuare il ricircolo. L'aria miscelata in parte viene spinta verso l'esterno dalla seconda palettatura.

N. B.
Invertendo il percorso del fluido frigorifero con una valvola, la macchina si trasforma in pompa di calore, cioè diventa adatta al riscaldamento invernale senza la resistenza elettrica.

 

 

Per la costruzione di impianti di condizionamento AERTHECNO  srl   utilizza unità di trattamento d’aria a reintegro o con batteria di riscaldamento e batteria recupero di calore che permettono di agire sulla pulizia dell'aria mediante filtri di efficienza via via più spinta a seconda delle necessità e delle applicazioni; permettono di agire sulla temperatura e sull'umidità dell'aria al fine di ottenere le caratteristiche più adatte al tipo di applicazione che può spaziare dal campo della climatizzazione civile all'ambito dell'industria di processo. realizzati con :

una struttura in profilato di alluminio componibile, pannellatura zincata, isolamento termofonoassorbente, griglia di ripresa ad alette fisse e reti anti topo a richiesta, serranda antigelo motorizzabile, prefiltro aria rigenerabili ad alta efficienza, filtri aria rigenerabili ad alta efficienza,batteria di riscaldamento in CU\ALL ad acqua calda, gruppo ventilatore con ventilatore centrifugo a doppia aspirazione, motore elettrico a 1 o 2 velocità, supporti antivibranti in gomma, giunto vibrante su bocca ventilatore.

Oppure si avvale del’utilizzo di recuperatori di calore che permettono di effettuare il giusto ricambio d'aria mediante l'espulsione dell'aria viziata e l'immissione dell'aria esterna ad opera dei ventilatori. Lo scambiatore di calore permette di recuperare energia dall'aria viziata prima che questa venga espulsa. Il risultato è una grande economia di esercizio che permette notevoli risparmi.{

Elementi funzionali di un impianto di condizionamento:

 

CONDOTTE. Sono di due tipi: a) per l'acqua; b) per l'aria.

a) i tubi per l'acqua calda o fredda sono in acciaio rivestito all'esterno con gesso o polistirolo o poliuretano per ridurre la dispersione del calore o del freddo. Hanno diametri relativamente piccoli e il moto è assicurato spesso da pompe che imprimono velocità anche grandi, dell'ordine di oltre 10 m / s.

b) le condotte per l'aria hanno sezione grande con raccorderia arrotondata. Sono in lamiera d'acciaio o di alluminio e si adoperano nel caso di condizionamento centralizzato. Lungo il percorso, solitamente nascosto in pannellature, hanno delle feritoie munite di grata o dei distributori ad imbuto, dalle quali l'aria si riversa, dall'alto, nei locali da condizionare. Le feritoie possono essere munite di alette mobili, automatiche o manuali, che servono per regolare la portata dell'aria. Spesso c'è una condotta di estrazione la cui grata si trova a livello del pavimento. In questo modo si crea un vero e proprio circuito indipendente dell'aria che viene totalmente "lavorata". E' molto importante tener conto delle perdite di carico, anche nelle condotte per l'aria: esistono tabelle che misurano tale parametro.

 

SERRANDE. Le serrande, costituite da strisce di alluminio o di acciaio o di altro materiale, sono incernierate su un lato o in mezzeria e quindi possono ruotare in modo da regolare il flusso dell'aria che circola nei tubi. Il movimento può essere automatico, cioè dipendente dalla pressione e dalla velocità dell'aria, oppure manuale, cioè regolabile a piacere agendo su una leva, oppure dipendente da un motore. In quest'ultimo caso il motore è collegato ad un sensore che rileva temperatura e umidità dell'ambiente; in funzione di tali parametri il motore agisce sulle serrande aprendo o chiudendo la portata d'aria trattata.

 

MISCELATORI. L'aria ha di solito due origini: aria di ricircolo, cioè aria "vecchia" che viene ricondizionata e reimmessa nell'ambiente, e aria di rinnovo, cioè aria proveniente dall'esterno: queste due "arie" si mescolano in dosi prestabilite in una sezione della condotta dove si trovano due serie di serrande opportunamente orientate, eventualmente corredate di due ventilatori che hanno il compito di facilitare l'estrazione dell'aria da espellere e di spingere l'aria di rinnovo.

 

RAFFREDDAMENTO. Il raffreddamento è assicurato dalla circolazione di acqua fredda, prodotta in un impianto frigorifero, in uno scambiatore di "frigorie". L'acqua circola in tubi isolati spinta da una pompa.

 

RISCALDAMENTO. Il riscaldamento è assicurato dalla circolazione di acqua calda, prodotta in una caldaia, in uno scambiatore di calore. L'acqua circola in tubi isolati spinta da una pompa.

 

UMIDIFICAZIONE. Può essere prodotta con vapore, in circolazione naturale oppure forzata, proveniente dalla caldaia oppure spruzzando acqua nebulizzata in una corrente di aria calda.

 

DEUMIDIFICAZIONE. La deumidificazione, cioè la riduzione del tasso di umidità dell'aria, si può eseguire in molti modi: statici, dinamici, termodinamici. Il modo più semplice è quello di far diminuire la pressione dell'aria: al diminuire della pressione infatti il contenuto di vapore diminuisce e quindi il suo eccesso ne fa condensare una parte sotto forma di liquido che può essere allontanato. In altro modo si può frenare l'aria facendola passare su superfici variamente conformate: in questo modo l'umidità può depositarsi sotto forma di goccioline di liquido che vengono allontanate. Volendo una deumidificazione spinta, l'aria si fa passare in filtri di ceramica o di materiali igroscopici. Termodinamicamente si può agire facendo diminuire la temperatura: l'aria fredda ha un contenuto di umidità inferiore.

 

VENTILAZIONE. La ventilazione ha il compito di far muovere l'aria con velocità e portata adeguata all'impianto; poiché la circolazione naturale sarebbe in ogni caso lentissima, è indispensabile ricorrere a quella forzata con i ventilatori. A seconda della lunghezza e complessità dell'impianto può essere utile avere una sola stazione di ventilazione, oppure diverse stazioni che forniscono l'energia necessaria al movimento nei punti più importanti. In questo modo si può facilmente limitare la velocità dell'aria che può produrre fastidiosi ronzii.

 

TERMOMETRI. Se l'impianto è centralizzato la temperatura è regolata all'inizio del circuito di distribuzione in rapporto alla temperatura esterna. Il termometro apre e chiude le valvole della caldaia e del frigorifero, adeguando le portate alla differenza di temperatura interno - esterno. Negli impianti localizzati il termometro si trova nel locale da condizionare e può essere regolato direttamente dall'utente. Anche in questo caso il termometro agisce su una valvola che regola la portata di acqua.

 

COMANDO - CONTROLLO - REGOLAZIONE. Sono tre elementi strettamente connessi fra loro e interdipendenti nel senso che, quando si controlla un parametro, poi bisogna regolarlo con un comando apposito. Il tutto avviene utilizzando strumenti di misura e sensori adatti ai diversi scopi. Ad esempio un termometro o un igrometro segnalano che i parametri sono fuori norma: a questo punto il sistema può reagire automaticamente riportandoli al punto (re-set) oppure una spia luminosa o sonora segnala la situazione al personale addetto che interviene con la regolazione manuale. Gli elementi oggi più adoperati sono appunto i sensori capaci di rilevare temperatura, pressione, umidità in modo pressocché istantaneo, trasmettendo i "numeri" rilevati ad automatismi di tipo meccanico o elettrico o pneumatico o oleodinamico. Come esempio ricordiamo il termostato montato sul "radiatore" dell'automobile: quando la temperatura dell'acqua supera il valore prestabilito chiude un circuito elettrico che mette in funzione il ventilatore, segnalando il valore raggiunto sul cruscotto. Il termostato ha le funzioni di comando, controllo e regolazione. Se però il termostato non è automatico la funzione controllo passa nelle mani del guidatore che decide quando intervenire e per quanto tempo. Nel caso dell'impianto di condizionamento, come si è detto più volte, solitamente si lascia all'utente solo la regolazione della temperatura mentre tutto il resto è assicurato da sensori che agiscono in modo automatico.

 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 16 giugno 2009 )
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