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Costruzione impianti di condizionamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 04 aprile 2006
Indice articoli
Costruzione impianti condizionamento
Condizionamento centralizzato
Condizionamento autonomo
Impianto di condizionamento
Controllo impianti di condizionamento

Elementi funzionali di un impianto di condizionamento:

 

CONDOTTE. Sono di due tipi: a) per l'acqua; b) per l'aria.

a) i tubi per l'acqua calda o fredda sono in acciaio rivestito all'esterno con gesso o polistirolo o poliuretano per ridurre la dispersione del calore o del freddo. Hanno diametri relativamente piccoli e il moto è assicurato spesso da pompe che imprimono velocità anche grandi, dell'ordine di oltre 10 m / s.

b) le condotte per l'aria hanno sezione grande con raccorderia arrotondata. Sono in lamiera d'acciaio o di alluminio e si adoperano nel caso di condizionamento centralizzato. Lungo il percorso, solitamente nascosto in pannellature, hanno delle feritoie munite di grata o dei distributori ad imbuto, dalle quali l'aria si riversa, dall'alto, nei locali da condizionare. Le feritoie possono essere munite di alette mobili, automatiche o manuali, che servono per regolare la portata dell'aria. Spesso c'è una condotta di estrazione la cui grata si trova a livello del pavimento. In questo modo si crea un vero e proprio circuito indipendente dell'aria che viene totalmente "lavorata". E' molto importante tener conto delle perdite di carico, anche nelle condotte per l'aria: esistono tabelle che misurano tale parametro.

 

SERRANDE. Le serrande, costituite da strisce di alluminio o di acciaio o di altro materiale, sono incernierate su un lato o in mezzeria e quindi possono ruotare in modo da regolare il flusso dell'aria che circola nei tubi. Il movimento può essere automatico, cioè dipendente dalla pressione e dalla velocità dell'aria, oppure manuale, cioè regolabile a piacere agendo su una leva, oppure dipendente da un motore. In quest'ultimo caso il motore è collegato ad un sensore che rileva temperatura e umidità dell'ambiente; in funzione di tali parametri il motore agisce sulle serrande aprendo o chiudendo la portata d'aria trattata.

 

MISCELATORI. L'aria ha di solito due origini: aria di ricircolo, cioè aria "vecchia" che viene ricondizionata e reimmessa nell'ambiente, e aria di rinnovo, cioè aria proveniente dall'esterno: queste due "arie" si mescolano in dosi prestabilite in una sezione della condotta dove si trovano due serie di serrande opportunamente orientate, eventualmente corredate di due ventilatori che hanno il compito di facilitare l'estrazione dell'aria da espellere e di spingere l'aria di rinnovo.

 

RAFFREDDAMENTO. Il raffreddamento è assicurato dalla circolazione di acqua fredda, prodotta in un impianto frigorifero, in uno scambiatore di "frigorie". L'acqua circola in tubi isolati spinta da una pompa.

 

RISCALDAMENTO. Il riscaldamento è assicurato dalla circolazione di acqua calda, prodotta in una caldaia, in uno scambiatore di calore. L'acqua circola in tubi isolati spinta da una pompa.

 

UMIDIFICAZIONE. Può essere prodotta con vapore, in circolazione naturale oppure forzata, proveniente dalla caldaia oppure spruzzando acqua nebulizzata in una corrente di aria calda.

 

DEUMIDIFICAZIONE. La deumidificazione, cioè la riduzione del tasso di umidità dell'aria, si può eseguire in molti modi: statici, dinamici, termodinamici. Il modo più semplice è quello di far diminuire la pressione dell'aria: al diminuire della pressione infatti il contenuto di vapore diminuisce e quindi il suo eccesso ne fa condensare una parte sotto forma di liquido che può essere allontanato. In altro modo si può frenare l'aria facendola passare su superfici variamente conformate: in questo modo l'umidità può depositarsi sotto forma di goccioline di liquido che vengono allontanate. Volendo una deumidificazione spinta, l'aria si fa passare in filtri di ceramica o di materiali igroscopici. Termodinamicamente si può agire facendo diminuire la temperatura: l'aria fredda ha un contenuto di umidità inferiore.

 

VENTILAZIONE. La ventilazione ha il compito di far muovere l'aria con velocità e portata adeguata all'impianto; poiché la circolazione naturale sarebbe in ogni caso lentissima, è indispensabile ricorrere a quella forzata con i ventilatori. A seconda della lunghezza e complessità dell'impianto può essere utile avere una sola stazione di ventilazione, oppure diverse stazioni che forniscono l'energia necessaria al movimento nei punti più importanti. In questo modo si può facilmente limitare la velocità dell'aria che può produrre fastidiosi ronzii.

 

TERMOMETRI. Se l'impianto è centralizzato la temperatura è regolata all'inizio del circuito di distribuzione in rapporto alla temperatura esterna. Il termometro apre e chiude le valvole della caldaia e del frigorifero, adeguando le portate alla differenza di temperatura interno - esterno. Negli impianti localizzati il termometro si trova nel locale da condizionare e può essere regolato direttamente dall'utente. Anche in questo caso il termometro agisce su una valvola che regola la portata di acqua.



Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 febbraio 2007 )